Pillole di Internet – How to Instagram

Oggi è una giornata di quelle che sarebbe meglio non esistessero: poche energie, nessuna di esse positiva; una pagina di diario imbrattata di piagnistei e disprezzo nei confronti della stessa mano che li ha tracciati; clinomania incontrollabile e guance pesanti, faccia brutta.

L’unica azione possibile da fare per sopravvvere alle lunghissime ore di giorni come questi è assecondare la propria clinomania. Ovverosia – che bel cliché – posare gli occhiali sul comodino, avvolgersi nel piumone e rimanerci fino a quando le lenzuola non si saranno logorate e il mondo desertificato.

La cosa che preferisco fare, in questi momenti di deliberata obliterazione del sé, è aprire la funzione “Esplora” di Instagram e farmi trascinare dallo sconsideratamente lungo feed di immagini che l’amatissima piattaforma propone per assecondare i miei gusti e i miei like. Mi rilassa, il più delle volte mi concilia addirittura il sonno. Ma anche mi ispira (ancora quella parola!).

Bazzicando da anni, via via più consapevolmente, tra profili di ogni sorta, ho fatto inconsciamente mia tutta una serie di criteri che la foto deve avere per essere appetibile, dove per appetibile non si intende bella – che Roland Barthes abbia pietà della mia anima – ma pleasing, gradevole, deliziosa.

Nel tempo Instagram ha perso ogni velleità di capture the moment ed ha finito per ospitare foto sempre più composte, sempre più artefatte, sempre più finto-spontanee-enjoy-the-moment-life-is-good. E la cosa mi piace tantissimo: per carità, che nessuno mi tocchi l’hashtag #aquietlife e le centinaia di migliaia di tazze di caffè sui tavoli di legno e coi fiori e i gatti e i cucchiaini carini.

A questa artefazione corrisponde anche una certa uniformità – da parte dell’utente medio – delle tematiche (almeno nella tipologia dei profili che la sottoscritta tende a visitare) scelte, tutte caratterizzate da un relativo rigore compositivo. In parole povere: le tazze vengono sempre declinate in un certo modo (o ventaglio di modi), e i cani anche e i libri e i cactus e i diari e tutto il resto pure.

Carolin Hohberg, in arte @cayaline, è una instagramer e designer tedesca che, tra un brush-lettering e l’altro, si è scoperta acuta teorica dell’estetica di Instagram. È infatti la creatrice dell’hashtag  #howtoinstagram, in cui raccoglie i canoni di gradevolezza ideali per ciascuna tematica. La cosa interessante è che però le sue non sono foto: decine di disegni su come si compone un’immagine perfetta per Instagram che sono un po’ breviario, un po’ variazione sul tema, e una non esattamente velata critica al conformismo visuale da cui ci facciamo – con consapevolezza o meno – cullare ogni volta che navighiamo attraverso i nostri feed.

Qualche esempio:

collage-howto-1

collage-howto-2


Credits: @cayaline

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