Cosa sono veramente i fantasmi.

Rapida e forse soverchia premessa

Come ho già avuto modo di specificare in questo post, il mio senso della realtà è del tutto arbitrario e assolutamente intriso di pensiero magico. Perché, sì, ben vengano la scienza il dubbio l’analisi razionale dei fenomeni l’indagine l’epistemologia tesi-antitesi-sintesi, ma dopotutto l’unico criterio in mio possesso per interpretare la realtà, il mondo e l’Universo consiste nella mia mente e in tutti i suoi filtri.

E la mia mente e tutti i suoi filtri hanno deciso che le cose funzionano così. A prescindere da tutto il resto.

Non è occultismo, non c’è niente di paranormale: si tratta solo di banalissima immanenza.

Svolgimento

Qualche giorno fa camminavo a Piazza Plebiscito, direzione via Acton, e mentre ero impegnata ad assorbire tutto il sole possibile, mi sono ricordata di quella volta in cui mia nonna mi portò con sé durante una visita di cortesia al circolo ufficiali. Ho pensato alla me stessa bambina portata per mano e condotta in quelle stanze. Più precisamente: ho cercato con lo sguardo la me stessa bambina intenta ad attraversare la piazza accanto alla nonna.

Cercare con lo sguardo la proiezione di una me stessa passata è una cosa che mi scopro spesso a fare, quando mi trovo in un luogo legato a qualche ricordo. In genere, ça va sans dire, non vedo un bel niente, eppure mi sembra sempre di riuscire a percepire la presenza di una me stessa altra da me che si muove in quel medesimo spazio e compie le azioni che mi hanno fatto tornare, a distanza di tempo, in quel posto.

Ho riflettuto molto su questa specie di “fantasmi del passato”, non tanto nell’accezione più diffusa di “ricordi negativi che tormentano il loro proprietari” quanto piuttosto di vere e proprie ombre, proiezioni di sé che ciascuno di noi in ogni momento si lascia dietro.

Bava di lumaca, più o meno.

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Ogni scia, ogni fantasma, ogni larva di ogni essere umano esistente o esistito impatta il mondo e lo trasforma non meno di quanto l’erosione del vento consumi le scogliere; non meno di quanto ogni creatura vivente durante il suo percorso di vita consapevole e tangibile apponga il suo sigillo sullo spazio che abita.

Le tracce, tutte le tracce, sono destinate a rimanere qui fino a quando “qui” esisterà; viviamo in un mondo affollatissimo, in questo senso. Scie e fantasmi ovunque, di ogni tipo.

Niente è mai sparito davvero. Quando il sole si spegnerà e ciò che resterà della Terra verrà assorbito dalla sua antichissima furia, tutto quello che nel frattempo saremo diventati continuerà ad esistere e a lasciare la sua ridicolmente piccola traccia nell’Universo.

Qualcun altro, lì fuori, la pensa in modo simile? Se ci siete fatevi vivi, che ho un disperato bisogno di conferme.


Photo via Visualhunt.com

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