Suggestioni – Danzare sull’orlo dello spazio.

Uno dei grandi miracoli che il Novecento ha compiuto nelle arti figurative è stato il ricorso alla sintesi come linguaggio espressivo specifico, e con esso è venuta la cognizione della profonda concretezza dell’arte che parla principalmente di se stessa e che solo in seconda istanza si fa portatrice di soggetto.
Un soggetto che esiste solo entro i confini dell’opera, cui è addirittura permesso essere funzione accessoria piuttosto che punto nodale.
In questo senso, si può dire che lo spazio negativo – quello neutro che si viene costruendo attorno alle opere: un passepartout, ad esempio, o il muro su cui sono esposte – sia come un mirino, che concentra l’attenzione sul messaggio artistico.

È arrivato poi un momento, nella Storia dell’Arte, in cui gli artisti hanno fatto dello spazio negativo un elemento espressivo tanto rilevante quanto quello positivo. È stato a partire da quel momento che i confini dell’opera si sono sfilacciati e confusi con l’ambiente circostante. È il caso dello Spazialismo, dei Tagli di Fontana e delle superfici di Castellani e Bonalumi, in cui il soggetto delle opere è lo spazio a loro immediatamente circostante che esse suggeriscono. O invadono. La pittura diventa tridimensionale e acquisisce consistenza e fisicità.

L’arte installativa, poi, ha definitivamente sdoganato la tridimensionalità riempendo prepotentemente gli spazi e popolandoli di significati, talvolta plasmandoli, talvolta invadendoli
Lo spazio negativo, nel caso delle installazioni, non è la semplice area neutra e aniconica che incornicia l’opera ma anche un valore atmosferico. Osservatore ed opera sono posti sullo stesso piano; non vi è più una separazione netta tra le due realtà. Quando poi è richiesta interazione, il confine diventa indistinguibile.

Ci sono stati e ci saranno tantissimi artisti che fanno dello spazio l’elemento centrale della loro ricerca. Mi piacciono molto quelli che, compiendo un piccolo scarto concettuale, capovolgono il rapporto tra opera/spazio negativo e rendono quest’ultimo fulcro e non più accessorio.

Lo spazio negativo per eccellenza, il contenitore architettonico delle opere, diventa contenuto e acquisisce consistenza artistica.

Un paio di esempi?

Do-Ho Suh e le sue architetture improbabili.

doho15-1024x768
Reflection, 2005-2011
mmca_4
Home Within Home Within Home Within Home Within Home, 2013

__________

Sintesi spaziale e sospensione poetica nelle installazioni di Massimo Uberti

stanza
Senza Fine, 2006
drawing2grande
Drawing of a drawing 2, 2014

 


Photo Credits:

Mapping Words
Imagebakery
Massimo Uberti

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...