Almanacco pressappochista – L’ispirazione del Martedì

Può capitare, di quando in quando, che mi imbatta in letture stimolanti.

Può anche capitare, di quando in quando, che mi imbatta in letture che mi servono. Proprio quando mi servono.

Per esempio: ultimamente sono un po’ impantanata: ho le gambe bloccate in certi vischiosi meccanismi che mi porto dietro più o meno da quando ho acquisito i primi, timidi, sprazzi di Lume della Ragione. Ma, fortunatamente, negli ultimi dodici mesi mi sono resa conto che, pur essendo immersa nelle sabbie mobili fino alle ginocchia, le mie braccia sono libere e abbastanza solide da potermi reggere mentre mi aggrappo alla prima liana disponibile per tirarmi su.

Le liane non sono, tuttavia, la soluzione: sono strumenti. Le mie braccia, e io che le muovo, siamo la soluzione.

L’Ispirazione del Martedì, invece, sarà la piccola cassetta degli attrezzi che, gradualmente, metterò a punto per me e chiunque altro abbia bisogno di una chiave inglese, o di una liana, in prestito.

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Self-compassion + Self-confidence

Don’t beat yourself up | Aeon | by Mark Leary
Il concetto di self-compassion non è facilmente traducibile in italiano, per via delle ambiguità che i termini auto-indulgenza e auto-compassione portano con loro. Con un buon margine di approssimazione si potrebbe affermare che la self-compassion sia il modo in cui le persone decidono di trattarsi (che non è self-esteem, autostima, valutazione di sé) e perdonarsi per le proprie mancanze. La capacità di esercitare un’onesta pratica di compassion rivolta a noi stessi, così come la rivolgeremmo alle persone care, mette in moto dei meccanismi positivi in grado di influenzare emozioni e comportamenti. Un comportamento self-compassionate, secondo Leary, consente la comprensione dell’umanità della propria natura (fallibile) senza sciogliersi nella distruttività della commiserazione e di avviare dei moti virtuosi di accettazione dei propri errori/limiti e resilienza.

A thoughtful guide to gaining self-confidence | Becoming Minimalist | by Joshua Becker
Un buon articolo, semplice e intriso di buonsenso che probabilmente dovrei tatuarmi sull’avambraccio.
La mancanza di autostima – posso offrire fonti di prima mano in proposito – è una peste difficile da debellare; un tarlo; il rumore di un trapano proveniente dall’appartamento attiguo al nostro; la voce petulante della professoressa di matematica che ti dice che non saremo mai in grado di svolgere qualsivoglia tipo di attività. Non avere stima delle proprie capacità o, peggio, il senso di disprezzo del sé affligge le nostre decisioni e scatena circoli viziosi di terrore per l’inevitabile fallimento e conseguente inattività per fuggire ad essi. E dire invece che un po’ di amore nei propri confronti – niente di esacerbato e masturbatorio: bisogna essere onesti e non perdere mai di vista i propri limiti –  è l’imprescindibile punto di partenza per ri-centrare la propria esistenza nel modo giusto (i.e. avere abbastanza coraggio da compiere il primo passo in direzione di un qualsivoglia obiettivo, superando il Terror Panico). Qualche piccolo consiglio.

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