Il fantasma di Nick Drake

Una premessa.

Per chi mi conosce abbastanza questa è cosa nota: il mio senso della realtà è del tutto arbitrario. Di quando in quando recepisco qualche stimolo e mi faccio rapire da esso, lo elaboro e mi ci lambicco talmente tanto che in genere alla fine – per quanto sia insensato, naïf o assolutamente improbabile – decido di non avere alcuna intenzione di separarmene e lo integro nel mio belief system.

In altre parole, decido che la tal cosa x, come l’ho immaginata, è così e in nessun altro modo.

Ad esempio sono assolutamente convinta del fatto che, al mondo, ci siano persone che a un certo punto abbiano smesso di invecchiare e siano costrette a vagare per il mondo fino alla fine dei tempi. Non vampiri, non mostriciattoli: semplici esseri umani che, esaurito il tempo di permanenza massima consentito in un luogo senza generare sospetti di mostruosità o superstizioni anti-vampiristiche, devono necessariamente mascherare la loro longevità, levare le tende e migrare in luoghi in cui il soffice dono dell’anonimato sia ancora disponibile.

Ma non è questo il punto di questo post.

Il punto è che quando un’idea mi affascina decido semplicemente che il mondo va così.

Questa è la storia di un regalo dall’aldilà.

nick-drake1

Qualche anno fa mi è capitato di leggere, non ricordo più in quale meandro della rete, che non esiste al mondo alcuna testimonianza video dell’esistenza di Nick Drake; solo qualche registrazione della sua voce, una manciata di fotografie promozionali e, ovviamente, i suoi dischi. Qualcuno dice che la persona ritratta in questo filmato sia effettivamente lui ma la cosa, in fin dei conti, importa ben poco e forse non fa che avvalorare la mia idea.

Nick Drake era un fantasma anche quando era in vita. La sua è stata un’esistenza vissuta sottovoce. Quello che di questa constatazione m’incanta non è tanto il fatto che non ci siano delle prove fisiche (di cui del resto siamo sufficientemente in possesso) del suo aver camminato su questa terra – questo d’altro canto varrebbe per miliardi di persone vissute prima e dopo di lui – quanto il fatto che non possiamo disporre di evidenze visive e in movimento.

Che ci posso fare, sono una creatura visuale. Tutto ciò che non è percepibile con gli occhi (o le loro estesioni) rientra nel campo del fantasmatico.

Parlottando con un amico dell’argomento, mesi fa, ne ho tratto la logica (?) conclusione che Pink Moon in realtà sia stato registrato in psicofonia. Lui è stato molto divertito da quest’idea e ha deciso di spacciarla come leggenda metropolitana, ma io mi sono scoperta stregata dalla questione.

Quelle sonorità sussurrate, così lontane dalle superfetazioni seventies di Bryter Layter, la voce carezzevole e calda, le scie di parole a me quasi incomprensibili. Non può essere altrimenti.

Pink Moon è stato interamente registrato dall’aldilà e nessuno mi convincerà mai del contrario.

(E comunque se Pink Moon viene dall’aldilà, Five Leaves Left viene dal posto più bello che ci sia sulla Terra.)

 

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4 thoughts on “Il fantasma di Nick Drake

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